Al via la partnership con il progetto Montagne Digitali

LogoMDSiamo lieti di annunciare il patrocinio concesso al progetto Montagne Digitali dal Comitato Trentino F.I.S.O., che vede, tra gli altri, come partner CSC – Comitato Scientifico Centrale – CAI centrale e il Museo Nazionale della Montagna – CAI – Torino e il patrocinio di molte altre associazioni in campo naturalistico, ambientale ed escursionistico.

Anche l’orienteering sarà parte di questo ambizioso progetto, che entrerà nel vivo con la realizzazione di un viaggio e tratterà svariati temi tra i quali la montagna, il turismo responsabile e la comunicazione digitale.

Tra le varie attività, il protagonista del viaggio avrà occasione di incontrare anche i responsabili della nostra attività e conoscere (e far conoscere) come l’orienteering si sposi con le finalità del progetto.

Grazie Gian Luca e ti aspettiamo in Trentino!

Seguono maggiori informazioni sul progetto.

di Gian Luca Gasca

MONTAGNE DIGITALI

Montagne Digitali è un progetto che nasce anzitutto dalla mia passione verso la montagna. Sono cresciuto osservando la sagoma del Monviso – la vetta più alta delle Alpi Cozie – dominare incontrastata sulla pianura circostante. Ricordo che, quando ero piccolo, utilizzavo la sagome del Re come punto di riferimento, per capire dove mi trovassi rispetto a casa.

Crescendo ho iniziato a vivere la montagna. Quelle vette, un tempo così lontane, sono diventate fonte di ispirazione. Col tempo ho scoperto un nuovo modo di vivere la montagna, diverso dalla semplice gita della domenica. Più o meno due anni fa mi sono ritrovato ad andare a camminare da solo. Inizialmente questa decisione ha suscitato in me dubbi, perplessità e paure. Dopo una prima esperienza ce n’è stata una seconda, una terza e così via. Ho iniziato ad apprezzare questi momenti di solitudine: avevo modo di pensare, di guardarmi intorno, di osservare la natura che tanto amo senza dover per forza scalare pareti o raggiungere la cima: mi bastava camminare lungo il sentiero. Ho iniziato a parlare con quelle persone che passano intere stagioni in quota, ed ho scoperto che parlare con loro è un modo per arricchirsi culturalmente, un piacevole momento di compagnia. Ho speso le giornate in montagna ad ascoltare le storie di persone che hanno trascorso tutta la vita in mezzo alle valli alpine: chi facendo la guida per escursionisti, chi gestendo un rifugio e chi portando le vacche in alpeggio e facendo il formaggio.

Fortunatamente non ho solo parlato ed ascoltato. Sennò che senso avrebbe l’andarmene in giro da solo per i boschi e le praterie alpine? Una delle gioie più grandi che ho provato nel camminare in solitaria, nel silenzio dei sentieri, è stata quella di aver riscoperto i suoni e gli infiniti spazi di Gaia.

In quest’ultimo anno, però, mi sono accorto che qualcosa sta cambiando. Percorrendo i sentieri, vedo che ad un “Salve!” – detto cordialmente ad altri viandanti – spesso non segue una risposta. Ai bordi dei sentieri, o delle zone prative, si trova sempre più spazzatura abbandonata dopo aver consumato uno spuntino. Noto un sempre più rapido aumento di strutture ricettive, il sacrificio di luoghi storici e dei loro abitanti per favorire il turismo di massa, il sempre crescente “turismo alpino”: per accoglierlo si distruggono vallate, si costruiscono mostri in cemento armato e sempre più funivie. Sembra che la montagna debba essere rilassante, un luogo di svago; insomma, un enorme parco giochi. Per realizzare “Montagnaland” si sacrificano tradizioni, si perdono valori e, cosa ancor peggiore, si “snaturalizza” l’ambiente, plasmandolo a nostro piacimento. Fino a farlo giungere al collasso.

Montagne Digitali è quindi un progetto che sfrutta l’idea del viaggio per raccontare la vera essenza delle montagne – non solo delle Alpi – e come queste siano cambiate nel corso del tempo.

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